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L'associazione coro Sos Cantores è composta da 12 cantori, 6 della vecchia generazione, ossía Giuseppe Falchi, Giuseppe Pes, Gianni Fara, Giuseppe Idda, Pippinu Sulas, Francesco Nurchis; poi 5 avviati dal 1996, Angelo Agos, Daniele Giallara, Antonello Cubadda, Giuseppe Motzo, Gianfranco Nurchis, e uno, Giommaria Nurchis, che fa parte del coro da un paio d'anni. Inoltre c'è da considerare il "vivaio" composto da ragazzi di età compresa tra 15 e 20 anni intenzionati come lo fummo noi a suo tempo a farsi portatori di questo pesante bagaglio, e che già conoscono la difficoltà relativa all'apprendimento di questi canti dalla semplice memorizzazione prima fino alla elaborazione -sensu lato- con variazioni e virtuosismi, in un tempo più maturo.


Gianni Fara, Pippinu Sulas, Giuseppe Falchi, Giuseppe Pes.

Daniele Giallara, Angelo Agos, Giuseppe Motzo, Antonello Cubadda.

La vecchia generazione. Non ha conosciuto cd, ne mp3, solo poche registrazioni in musicassette, e dal suono sporco. Quella sí, era la vera selezione, chi la superava diventava un cantore. In pochi la superavano. Aver a che fare con cantori tutti d'un pezzo, che pretendevano rispetto perchè rispetto avevano dato, cantori che si vedevano ogni sera e cantavano solo per il piacere di cantare, che quasi non calcolavano i giovani interessati ad imparare e che tantomeno erano soliti ripetere il passaggio per il novizio, forse per evitare che si memorizzasse in maniera troppo meccanica, o un po' per gelosia. I requisiti indispensabili erano una buona dose di orecchio perchè se no non si andava avanti, ma anche pazienza, costanza, e soprattutto rispetto, e mai fretta, ne arroganza, ne presunzione, ne desiderio di esibizionismo. Dubito fortemente che noi cantori della nuova generazione avremmo superato quella selezione a quelle stesse condizioni. Almeno sicuramente non tutti.

Giuseppe Idda, Francesco Nurchis, Gianni Fara, Giuseppe Falchi, Pippinu Sulas.

La nuova generazione. Ormai è quella media se consideriamo il vivaio. Le registrazioni, ormai trascritte tutte in digitale, sono la Mano Santa. Ne esistono di ogni tipo, vecchie, nuove, chiare, sporche o con disturbi vari, eccetera. Solo con queste uno potrebbe imparare molto. Resta sottinteso che, allo stesso modo in cui per comprendere un testo universitario sia necessario aver fatto almeno le scuole elementari o le medie inferiori, cosí per recepire tutte le variazioni, i passaggi, gli incroci racchiusi nelle non sempre limpide registrazioni è necessario aver fatto quella gavetta nella quale si suppone si abbiano costruito delle solide fondamenta, adatte allo scopo. Purtroppo però avere una larga collezione di registrazioni spesso spegne la voglia di partecipare alle riunioni canore, nonostante per giunta quelle registrazioni non le si ascolti, o peggio non le si abbia mai ascoltate, esattamente come quello che acquista tanti libri convinto di annetterne automaticamente anche il contenuto. Ovviamente non è così, i bei passaggi rimarranno in codice binario e il cantore non crescerà mai, e oltre tutto correrà il rischio di perdersi per strada.
Angelo Agos, Antonello Cubadda, Giuseppe Motzo, Gianfranco Nurchis, Giuseppe Pes.

La nuova -o nuovissima- generazione, il vivaio. È tutto ancora piú facile, tante registrazioni, dosate a partire dalle più semplici, tanti cantori che ascoltano e correggono, pochi candidati. La selezione è semplicemente ridotta ai non stonati che dimostrano un minimo di interesse e responsabilità. C'è da mettere in evidenza il fatto che se prima quasi il totale interesse era da parte di chi voleva imparare, oggi si può dire che sia un po' l'inverso, ossía che sia maggiore l'interesse negli insegnanti allo scopo di evitare che questi canti vadano perduti e che poi per recuperarli in tempi spesso lontani si debba ricorrere alla da me tanto odiata "riscoperta". I ragazzi già conoscono la facilità con cui è possibile perdersi, e non solo all'inizio quando magari si scopre di essere stonati o quando semplicemente ancora non si ha ben chiaro se l'interesse è reale, ma anche più avanti e per di piú non per problemi relativi all'orecchio musicale. Già conoscono quanto sia importante l'armonia, non solo quella che nasce dall'unione dei suoni, ma anche quella che deve esistere tra i membri di un coro perchè questo funzioni. Noi li mettiamo sui binari, però spetta a loro starci e andare avanti.

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