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Miserere
Si tratta del Salmo 50. Davide scrisse il salmo dopo che Nathan, il profeta, lo aveva chiamato a rendere conto del suo adulterio con Betsabea e dell'omicidio del marito di lei (2Sam.11-12). Il re riconosce la sua colpa e dice la sua parola: "ho peccato". Il profeta lo assicura del perdono, ma Davide non dimenticherà più la sua colpa, ed eternerà il suo pentimento in questo salmo che è il più bell’atto di contrizione che sia mai stato scritto. La prima parte del salmo è il riconoscimento di una situazione. Osserviamo i verbi, sono tutti all'indicativo ed espongono, sottolineano dei fatti: riconosco la mia colpa, contro di te ho peccato, sei giusto quando parli, nell'intimo mi insegni la sapienza. La seconda parte esprime la supplica. |
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| Qui la preghiera cambia di tono e quasi tutti i verbi sono all'imperativo: purificami, lavami, fammi sentire gioia, distogli lo sguardo, cancella, crea in me, non respingermi, non privarmi, rendimi la gioia, sostieni in me. La terza parte tratta di un progetto per l'avvenire e i verbi sono al futuro: insegnerò, la mia lingua esalterà, gradirai. Fin dai tempi in cui ogni coro apparteneva e seguiva la propria confraternita, nella giornata del Venerdì Santo i diversi gruppi di cantori si riunivano dietro l'effigie del Cristo morto intonando le note del Miserere. L' esecuzione è organizzata secondo dei turni che prevedono la divisione di ogni strofa in "primo coro" e "secondo coro"; è quindi facile capire come ogni coro affronti una sezione |
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per volta (o un primo o un secondo coro) secondo il turno. Un primo coro è, ad esempio, -Miserere mei, Deus, secundum magnam misericordiam tuam-., ed un secondo è -Et secundum multitudinem miserationum tuarum: dele iniquitatem meam-. E' importante sottolineare il fatto che, mentre, finito un secondo coro, la ripresa col primo coro della strofa successiva può avvenire con qualche istante di pausa, il passaggio da primo a secondo, col relativo scambio tra i cantori, avviene in maniera immediata. alcune strofe: |
Miserere mei, Deus, secundum magnam misericordiam tuam. Et secundum multitudinem miserationum tuarum: dele iniquitatem meam.
Amplius lava me ab inquitate mea: et a peccato meo munda me. Quoniam iniquitatem meam ego cognosco, et peccatum meum contra me est semper.
Tibi soli peccavi et malum coram te feci: ut justificeris in sermonibus tuis, et vincas cum judicaris. Ecce enim in iniquitatibus conceptus sum et in peccatis concepit me mater mea.
Benigne fac, Domine, in bona voluntate tua Sion : ut aedificentur muri Jerusalem. Tunc acceptabis sacrificium justitiae, oblationes et holocausta: tunc imponent super altare tuum vitulos. |
Abbi pietà di me, o signore,
poiché è grande la tua misericordia. E giacché la moltitudine dei tuoi perdoni è infinita: cancella le mie iniquità.
Lavami da ogni colpa e monda l'anima mia da ogni peccato. Perché io riconosco la mia iniquità; e i miei peccati mi stanno continuamente davanti agli occhi.
Ho peccato contro di Te, e devo pur riconoscere che sono giusti e trionferanno i tuoi giudizi. La mia natura è impasto di miseria; e già mia madre mi ha generato nel peccato.
Concedi, o Signore, la tua grazia, perché siano riedificate le mura di Gerusalemme. Allora accetterai i sacrifici, le offerte e gli olocausti; allora si tornerà a sacrificare gli agnelli sui tuoi altari. |