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La Settimana Santa
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La Settimana Santa

 

 

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Da una relazione di Antonello Scanu           


Venerdì Santo a Cuglieri- 1970  - Pietro Collu

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8.       Il Venerdì Santo  

 a) “S’Ingravamentu” (la Crocifissione)

 

 

Fra i giorni del Triduo Pasquale, è quello più carico di avvenimenti e l’attenzione è concentrata quasi tutta sulla confraternita dell’Addolorata. In mattinata, verso le ore dieci, inizia il rito cosiddetto “de s’ingravamentu”, ovverosia della crocifissione, che si articola in quattro momenti differenti:

.       Nella chiesa della Vergine delle Grazie, mentre il sacerdote verseggia il Miserere, viene aperta la nicchia che conserva la lettiga ed il Crocefisso snodato; questo, nella cappella di San Domenico,viene affisso dai priori dell’Addolorata a “sa Rughe Maistra”, cioè la croce che, a rito ultimato, viene “issata” sopra un’altra croce “gemella”, “sa Contrarughe”, o meglio la vera Croce penitenziale, di cui diremo ora. Quando il Cristo viene affisso alla “Rughe Maistra”, viene trasportato momentaneamente dalla cappella di San Domenico alla cappella sede del Sepolcro, quella del Santo Crocifisso, per essere esposto all’omaggio dei fedeli, ed in particolar modo, a quello di un uomo che, nella sua vita, abbia fatto voto di trasportare in spalla la Croce penitenziale, “sa Contrarughe”. Costui, all’occasione, indossa l’abito della confraternita dell’Addolorata.
·       Verso le undici, il penitente viene caricato del peso della Croce, che dovrà portare in processione sino alla Basilica;

Il percorso ascendente (la chiesa della Madonna delle Grazie si trova alle pendici del monte Bardosu, sul quale si “stende” il paese, mentre la Basilica della Madonna delle Nevi ne occupa l’esatta sommità), ricorda al penitente ed a quelli che lo seguono, il tortuoso cammino del Monte Calvario, percorso duemila anni or sono da N.S. Gesù Cristo. Questa processione ha, inoltre, una singolare caratteristica, quella di essere percorsa quasi correndo, ed è presto detto il perché. All’accompagnamento della confraternita nella processione, si aggiunge uno stuolo di donne che, nell’arco di tempo compreso fra un Venerdì Santo e quello dell’anno precedente,  abbiano avuto dei lutti in famiglia; queste, come vuole la tradizione, recano in mano un lume ad olio e,stando dietro alla croce, lo devono deporre prima che questa venga tirata su, attorno alla fossa preparata a tale scopo, che si trova in Basilica davanti alla scalinata centrale che dalla navata conduce al presbiterio.  Dopo tutto ciò, la confraternita fa rientro alla chiesa delle Grazie, dove, da lì a poco, sono raggiunti da tutte le altre confraternite per la processione con il Cristo.
·         Prima che la processione parta, le prioresse della confraternita di Santa Croce si occupano di ricoprire il Crocifisso con un lungo telo di lino decorato: “su Velu”.
Dopodiché, appena esce la statua della Vergine dei Sette Dolori, che segue tutte le altre confraternite (disposte nell’ordine descritto nel precedente paragrafo), lo stesso Crocifisso viene caricato e trasportato in spalla  rispettivamente da un confratello del

Carmelo (che della croce sostiene il piede), da un confratello del Rosario (che sostiene il braccio sinistro) e da un confratello di Santa Croce (che sostiene il braccio destro); ai lati, due membri della confraternita di San Giovanni si occupano di “scortare” il gruppo, unitamente ad altre persone scelte da coloro che trasportano il Cristo.
Dietro sta il sacerdote ed il coro dell’Addolorata che canta il Miserere, al centro dell’estremità più alta della “Contro-Croce” c’è un foro, all’interno del quale viene fatta passare la corda che, tirando, fissa alla prima la corrispondente estremità della “Croce Maestra”, permettendo che le due croci, identiche per forma, vengano portate a combaciare perfettamente, formando un’unica Croce. L’innalzamento della croce avviene nel momento in cui il predicatore, descrivendo dal pulpito la processione di Gesù al Golgota, accenna proprio a quel momento. Finita la predica, le confraternite si congedano, dandosi appuntamento per la serata, sempre nella chiesa della Madonna delle Grazie.
·         Appena la processione arriva, ha inizio una solenne predica, ed il Crocifisso viene scoperto dal velo. Contemporaneamente, viene fissata la corda che serve per tirare su il crocifisso: all’interno delle confraternite di appartenenza.

 b) “S’Isgravamentu” (la Deposizione)  

Durante il pomeriggio, dunque, le confraternite si riuniscono nuovamente nella Chiesa della Madonna delle Grazie; due confratelli, uno di Santa Croce ed uno dell’Addolorata, impersonano le figure

bibliche di “Nicodemo” e di “Giuseppe di Arimatea”, e recano in processione due vassoi, uno contiene gli strumenti della Deposizione e l’altro contenente una lunga striscia di lino bianca, usata nel deporre il Cristo e nel ricoprirne le piaghe; a rito ultimato sullo stesso vassoio sono esposti i Chiodi della crocifissione; ciascuno di questi due prescelti sceglie un accompagnatore all’interno della rispettiva confraternita.
Fra le confraternite di Santa Croce, dell’Addolorata, del Rosario e del Carmelo vengono scelti otto rappresentanti: quattro di questi vengono deputati al trasporto delle due lunghe scale usate nella deposizione, ed altri quattro vengono scelti per trasportare il feretro del Cristo morto, ovverosia “sa Littéra”;

questi, a loro volta scelgono quattro loro compagni come accompagnatori.Ci sono da specificare alcune cose, cioè che:
·         sia il penitente che in mattinata porta la Croce, sia Giuseppe di Arimatea e Nicodemo, unitamente a coloro che trasportano “sa Littera”, con tutti gli accompagnatori rispettivi, sia ancora coloro che durante la mattinata trasportano il Crocifisso in Basilica, tutti questi, a differenza degli altri confratelli, non portano il cappuccio bianco, che è un segno di lutto.  
·         Fra questi citati, fa a sua volta eccezione il penitente che porta la Croce in mattinata, costui, infatti indossa il cappuccio in occasione della processione per la quale fu scelto. Per quanto lo riguarda, bisogna ancora specificare che, durante tutte le funzioni del giorno, è costretto dalla tradizione a portare in mano il largo cuscino rosso, del quale si è servito nel sopportare il pesante carico della Croce.
La processione parte dalla chiesa delle Grazie intorno alle ore sedici, ed il corteo si dispone secondo quest’ordine:
·         Avanti a tutti, i rappresentanti delle varie confraternite, disposti secondo l’ordine consueto, con le proprie croci nere ma questa volta senza le rispettive statue delle Pie donne (vedi);
·         Dietro alla confraternita dell’Addolorata, ultima nel corteo di rappresentanza, sta l’omonima statua, alla quale fa seguito il parroco ed i cantori dell’Addolorata, che cantano lo Stabat Mater. La statua trova innanzi a se, subito dietro la confraternita, Nicodemo e Giuseppe di Arimatea con in mano i vassoi, accennati poc'anzi, ed il penitente della Croce con il cuscino in mano.  
·         Chiude la “sfilata” delle confraternite la “lettiga”, portata in spalla dai confratelli di cui sopra visto. La Lettiga è coperta con “su Velu”, usato in mattinata nella processione del Crocifisso e, oltre all’accompagnamento dei confratelli scelti, è fiancheggiata da due confratelli di San Giovanni.
Appena giunti in basilica, la Vergine dei Sette Dolori si ferma avanti al Crocifisso ed i cantori terminano lo Stabat.
Inizia così la predica ed il rito della deposizione, che a questa fa seguito. I gesti compiuti nel crocifiggere e nel successivo deporre il Cristo sono altamente suggestivi ed hanno un che di teatrale: non è raro vedere, fra gli scintillii dei flash delle macchine fotografiche, persone commosse in questi momenti così significativi. La deposizione avviene in momenti diversi:  

1)      Nicodemo e Giuseppe di Arimatea si approssimano alla statua della Madonna, quasi a chiederle il permesso di deporre Gesù dalla Croce. Dunque, dopo essersi inginocchiati di fronte alla Croce, la scalano e levano la Corona di Spine dal capo di Gesù e, dopo averla elevata al popolo, discendono le scale per deporla sul capo della Madonna.
2)      Dopo aver risalito le scale della Croce, prendono il lungo panno di lino (quello portato nel vassoio) e, dopo averlo fatto passare fra le braccia e la nuca del Crocifisso, inizia lo “schiodamento” dalla Croce. I chiodi, dopo essere stati elevati al popolo, vengono deposti sul vassoio e presentati alla Vergine.  
3)      In ultimo, viene fatto scendere il Corpo Santo dal legno e, dopo essere stato presentato al popolo ed alla Madonna, viene riposto nell’ apposito feretro e ricoperto con il velo.

A rito ultimato, i cantori della Addolorata, ponendosi dietro la lettiga, intonano il Miserere e, in ordine,  parte la processione che rientra alla chiesa delle Grazie. Arrivati qui, i cantori terminano di cantare, il Cristo viene posto nel sepolcro per

ricevere l’adorazione  e le confraternite si congedano per ridarsi appuntamento all’indomani mattina.

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