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Storia del coro Sos Cantores..due righe sulla formazione del coro Sos Cantores e sulle precedenti generazioni di cantori, che hanno permesso la trasmissione di questi meravigliosi canti. |
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Sos Cantores dietro l'Addolorata. (1979) |
Qualche decennio fa il numero dei cantori, maggiore rispetto ad oggi, faceva si che ogni Confraternita avesse un proprio coro, che intonava le note dello Stabat Mater dietro la propria effigie seguendo inoltre ognuna un percorso diverso dalle altre, a creare all'interno del paese una moltitudine di processioni che convergevano tutte nei luoghi atti alle celebrazioni (non tutti esattamente corrispondenti a quelli odierni a causa di variazioni derivate da questioni interne alle Confraternite). Al giorno d'oggi la situazione non appare più come allora. A causa della riduzione del numero dei cori non più ciascun coro canta dietro la propria statua, ma si è ritenuto opportuno riunire i restanti complessi dietro l'effigie della Madonna Addolorata (il Miserere, essendo di per se rivolto al Cristo, chiaramente unico, veniva già da prima cantato in maniera vicendevole dai cori riuniti), e così è ancor oggi. |
questa precisazione è d'obbligo per il seguente motivo: negli anni 2001 e 2002, considerata la calca e quindi la confusione che vengono a formarsi appresso all'Addolorata e al Cristo che rendono problematico l'interscambio vicendevole tra un coro e l'altro, tra una e un'altra strofa, si è deciso tra i cantori, che gli stessi dovessero indossare l'abito similmente ai confratelli. Data, però, l'indipendenza di questi da ciascuna delle confraternite, l'abito usato risultava essere simile a quello di tutte le Confraternite ma uguale a quello di nessuna: è composto dal caratteristico abito bianco e una cintura nera, come quella usata dalle Confraternite di Convento (l'Addolorata) e S. Maria (il Rosario), |
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i cui abiti sono però caratterizzati da altri particolari che fanno da differenze con l'abito dei cantori. Considerando però l'incontenibilità della calca, che rimaneva comunque, e l'evidente quanto intollerabile stridere di questa modifica con la tradizione, si è ritenuto opportuno tornare al "canto del popolo" con gli abiti del popolo. È comunque opportuno sottolineare che il coro Sos Cantores ha deciso comunque di utilizzare l'abito in ogni rappresentazione che abbia come oggetto i canti della Settimana Santa purché non sia la Settimana Santa stessa. Fino a circa dieci anni fa il numero dei cori che seguivano le funzioni della Settimana Santa si era ridotto a tre, ma tra il 1996 e il 1997, un gruppo di giovani di età compresa tra i sedici e i diciotto anni, |
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aventi in comune una profonda passione per il canto nonché una particolare attrazione verso questo ramo del patrimonio culturale cuglieritano, decide di iniziare ad apprendere le prime nozioni, consapevole, nel prendere in mano questo testimone, del grave peso che esso possiede nella tradizione sacra ma anche profana del paese. Questo patrimonio di altissimo valore culturale viene tramandato, per via unicamente orale, grazie alla illustre disponibilità dei cantori la cui etica impone loro di trasmettere la loro scientiam alla generazione successiva allo scopo di permettere il perpetuarsi di questi antichi canti. La particolare complessità della tipologia canora caratterizzante il canto sacro a Cuglieri è la causa della inesorabile selezione che fa si che solo pochi fra gli allievi che, magari attratti dalla stessa passione che accomuna tutti i cantori, si sono trovati a partecipare alle prove siano stati ritenuti idonei ad iniziare l'apprendimento. Oltre all'indispensabile passione, per diventare un cantore gioca un ruolo preponderante l'"orecchio musicale", di cui è necessario possederne in larga quantità, per ovvie ragioni. La selezione è anche un'altra, e sta dall'altra parte, ed è quella che riduce il pubblico ad un nocciolo di persone possidenti quei requisiti culturali adatti a poter cogliere i particolari del canto sacro cuglieritano nelle sue sfaccettature, non senza valutarne i contesti storico, geografico, etnomusicologico. É per questa ragione che durante le processioni della Settimana Santa si possono vedere i cantori circondati da gruppi di studiosi, etnomusicologi, o persone semplicemente interessate, e da altrettanti microfoni panoramici e registratori. Per molte di queste persone la Settimana Santa cuglieritana è ormai un appuntamento fisso da diversi anni. Potrebbe sembrare inutile sottolineare come il coro "Sos Cantores" rifiuti nella maniera più assoluta ogni tipo di esibizione avente come repertorio il canto sacro in piazza o simile, poiché andrebbe ad infangarsi il carattere elitario che questo canto è venuto a raggiungere. La sola idea che mentre si intonano le note di Miserere e Stabat il pubblico chiacchieri distratto, tra una birra e l'altra, come capitato agli amici di un rinomato coro sardo in una esibizione di carattere sacro, fa inorridire. |