m
Home La storia Chi siamo Repertorio Concerti Galleria Contatti
Il canto a cuncordu
Modalità di canto
Le confraternite
La Settimana Santa
Links ai siti partner

 

Te Deum

Il Te Deum è un solenne inno di lode e di ringraziamento recitato nelle domeniche e in determinate occasioni (eccetto in Quaresima) come ad esempio nell'ordinazione di un Vescovo, dopo la Comunione, alla fine dell'anno; veniva inoltre cantato in occasione dell'incoronazione del re, o della proclamazione di un trattato di pace o di una vittoria. Un'antica leggenda ne attribuisce la composizione, mediante improvvisazione, a S.Ambrogio e S.Agostino in occasione del Battesimo di quest'ultimo, ed è per questo motivo che S. Benedetto chiamò questo inno "l'Ambrosiano". Risulta più plausibile  che il Te Deum sia invece stato creato da un tale Niceta di Remesiana, vescovo appunto dell'omonima località (situata tra la Romania e la Serbia orientale odierne, allora Dacia), all'inizio del V secolo.

Google

Costui, di origine greca, fu appunto vescovo, teologo, ma anche compositore di versi liturgici (il Te Deum non è l'unico che gli si attribuisce), e la sua attività missionaria e i suoi scritti furono alla base dell'opera di Cristianizzazione e di diffusione della cultura latina fra le popolazioni barbariche della parte meridionale della valle del Danubio.
L'inno si compone di due sezioni, una rivolta al Padre, l'altra al Figlio; è comunque presente un verso rivolto allo Spirito Santo. Sembra che vi sia una corrispondenza storica fra la descrizione, nella lode al Cristo, della sua origine e della sua posizione, con la controversia Ariana appunto sulla natura del Cristo, del IV secolo. 
Lo stile è evidentemente prosaico; le interpretazioni melodiche sembrano avere tutte il medesimo stampo: quello pre-gregoriano e gregoriano. Sono da notare nel testo tre punti per i quali è necessaria una particolare considerazione, per la presenza di diverse versioni a riguardo di ciascuno. Il primo caso è nel verso n.12, nel quale la parola "unicum" non sembra essere l'originale, e che questa sia invece "Unigenitum", opportunamente sostituita a causa di un'influenza da parte del Credo degli Apostoli, nel quale il termine "Unigenitum" sarebbe appunto raro. Per quanto riguarda il verso n.21 nella maggior parte dei manoscritti si legge "munerari" (gloria munerari), piuttosto che "numerari" (in gloria numerari), e il n.16 "Tu ad liberandum suscepturus hominem" offre diverse opportunità di discussione critica poiché la maggior parte dei manoscritti presentano "suscepisti" (con "liberandum" seguito da "mundum"), quindi "Tu ad liberandum mundum suscepisti hominem", nonostante la versione più accreditata sembra essere la seguente già citata: "Tu ad liberandum suscepturus hominem".Il Te Deum viene eseguito dai cantori di Cuglieri secondo la versione seguente, considerando la parte scritta con il carattere normale come la voce recitante, che simboleggia il sacerdote, quella scritta in corsivo come la risposta dei fedeli, del vulgum, nel caso effettuata dal coro:

 

Te Deum laudamus - te Dominum confitemur
Te æternum Patrem omnis terra veneratur. -
Tibi omnes angeli Tibi coeli et universæ potestates
Tibi cherubim et seraphim incessabili voce proclamant -
Sanctus  Sanctus Sanctus Dominus Deus Sabaoth -
Pleni sunt coeli et terra maiestatis gloriæ tuæ.
Te gloriosus Apostolorum chorus -
Te prophetarum laudabilis numerus.
Te martyrum candidatus laudat exercitus -
Te per orbem terrarum sancta confitetur Ecclesia.
Patrem inmensæ maiestatis -
Venerandum tuum verum unicum Filium
Sanctum quoque Paraclytum Spiritum -
Tu rex gloriæ Christe
Tu Patris sempiternus et Filius -
Tu ad liberandum suscepturus hominem,

non horruisti Virginis uterum
Tu devicto mortis aculeo

aperuisti credentibus regna caelorum -
Tu ad dexteram Dei sedes in gloria Patris
Iudex crederis esse venturus -
Te ergo quæsumus tuis famulis subveni,

quos pretioso sanguine redemisti
Aeterna fac cum sanctis tuis in gloria numerari -
Salvum fac populum tuum Domine

et benedic hereditati tuae.
Et rege eos et extolle illos usque in æternum -
Per singulos dies benedicimus te
Et laudamus nomen tuum in sæculum et in sæculum sæculi -
Dignare Domine die isto, sine peccato nos custodire
Miserere nostri domine miserere nostri
Fiat misericordia tua Domine super nos

quemadmodum speravimus in te.
In te Domine speravi: non confundar in aeternum.