SOS CANTORES CUGLIERI coro a Cuncordu
SOS CANTORES CUGLIERIcoro a Cuncordu

Dove siamo - Cuglieri

Cùglieri (in sardo Cùllieriè situato nella Sardegna occidentale a 483 metri s.l.m., in una zona nella quale uliveti, orti e frutteti la "fanno da padroni". Le sue coordinate geografiche sono: 40°11' di lat. Nord e 8° 34' di long. Est. Il suo territorio confina con i seguenti Comuni: a Nord con Sennariolo e Scano Montiferro, ad E. con Santulussurgiu, a S. con Seneghe e Narbolia e ad O. con il mare di Sardegna. Il paese si trova su una collina a 9 Km. di distanza dal mare ed è circondato da oliveti, frutteti ed orti. Il suo territorio, che ha una estensione di 12.000 ha, va degradando dalle cime più alte del Montiferru (monte Urtigu, la vetta più alta di 1.050 Mt.) attraverso successivi strati di lave trachitiche, basaltiche e fonolitiche, sino alle coste alte e rocciose di Cabu Nieddu. Per la sua estensione e il suo numero di abitanti (2700 circa) Cuglieri può essere considerata la "capitale" del Montiferru. Il visitatore potrà quindi godersi le bellezze artistiche del paese e, dopo una picchiata verso il mare, percorsi 14 Km, trovare ristoro alle fatiche del turismo in un bagno rigeneratore nelle acque del litorale cuglieritano. La sua singolarità risiede nella varietà del paesaggio e dei colori che vanno dai profumi dei boschi ricchi di fiumi e sorgenti, alle coste alte e rocciose di Cabu Nieddu, da quelle calcaree di Santa Caterina, S'Archittu e Turre "de su Puttu" (Torre del Pozzo) a quelle più basse e ricche di sabbia di Sas Renas. Degno di nota a S'Archittu è lo splendido arco naturale scavato nella bianca roccia dal mare e che recentemente è stato classificato come monumento naturale. Altrettanto importante da definirlo "monumentom Naturale", è l'olivastro millenario situato nella località "sa Tanca Manna". Nella zona marina di Cuglieri sono concentrate anche le testimonianze del passato della zona, ricordiamo l'importante area paleocristiana di Cornus, le tombe ipogeiche di Serrugiu e Santa Caterina, le tombe dei giganti e i numerosi nuraghi. La Cuglieri attuale, arroccata sulle pendici del Montiferru, è stata fondata probabilmente da abitanti della zona costiera che cercavano di scampare alle incursioni dei Saraceni, con il nome di "Gurulis Nova".

Il toponimo Cuglieri deriva proprio da Gurulis, nome di origine punica e di difficile interpretazione ripreso dall'omonimo "Guluris Vectus" dell'attuale paese di Padria (SS) molto legata a Cuglieri. Nel 1160, il paese venne fortificato con la costruzione del castello di Montiferru, da parte di Ittocorre, fratello del giudice Barisone di Torres. La funzione difensiva del castello, contro gli attacchi dall'Arborea, venne meno due secoli più tardi, nel 1354, con l'unificazione della Sardegna sotto il dominio aragonese. Il paese e il castello conobbero la signoria di diversi feudatari, e fra questi i più potenti furono gli Zatrillas. Nel 1543 un'esponente di questi Feudatari, Donna Lucia Zatrillas, fece costruire il convento dei Servi di Maria. I Zatrillas divennero famosi anche per un vero e proprio episodio di cronaca nera dell'epoca, donna Francesca Zatrillas infatti fu sospettata dell'assassinio del marito Agostino di Castelvì e di aver congiurato contro il viceré. La nobildonna nel tentativo di fuggire ai soldati incaricati di arrestarla, trovò ricovero prima nel castello di Cuglieri (Casteddu Etzu) del quale non restano oggi che pochi ruderi) e poi nella chiesa campestre di San Lorenzo dalla quale riuscì a raggiungere la cala di Foghe e a prendere al via del mare per Livorno. Due anni dopo questi avvenimenti il feudo venne tolto ai Zatrillas succeduti dal Marchesato dei Cugia. Durante il Durante il periodo del regno sabaudo (1821-1859) il paese fu eletto a capoluogo di una delle 11 province nelle quali era stata divisa la Sardegna. Tra il 1800 e il 1900 Cuglieri conobbe un altro periodo di prosperità attraverso la vendita del suo prezioso olio (c'erano ben 10 frantoi). Durante gli anni del "Boom Economico" tra gli anni 50 e 60 il paese continuò il periodo felice grazie anche ad un' industria pastificia e al proficuo lavoro che in quegli anni offriva l'agricoltura e la pastorizia grazie anche alla "Riforma agraria" messa in atto dall' ETFAS nei terreni di Sessa. Si arriva ai giorni nostri, Cuglieri affronta un periodo assai difficile, la disoccupazione assilla i giovani che preferiscono emigrare per trovare lavoro, l'economia non risana le sorti del paese, turisticamente le nostre Borgate non riescono a partire, la famosa "Estate Cuglieritana" ricca di divertimenti degli anni '60 - '80 non esiste più, l'incremento demografico è bassissimo e il tasso mortuario al contrario si sta alzando, ci aspettiamo noi tutti un nuova rinascita, quella che Cuglieri si merita.

 

Monumenti degni di nota:

Cuglieri possiede anche delle bellissime chiese, degna di nota è l'imponente parrocchiale di Santa Maria della Neve che domina il paese dal colle Bardosu. Costruita nel XIV secolo, fu restaurata una prima volta nel XVIII secolo, nel 1807 fu elevata al rango di Insigne Collegiata da Pio VII con una bolla Pontificia e il 31 Agosto 1919 elevata a dignità di Basilica Minore. Il 5 Agosto 1893 Mons. Eugenio Canu incoronò il Simulacro della Vergine della Neve.

L'aspetto attuale della Basilica si deve ad un secondo restauro, effettuato nel 1912 dall' Arciprete Mons.Antonio Giuseppe Angotzi. Nel suo interno, fastosamente barocco, si conserva una Madonna in pietra risalente al '300 e proveniente dalla chiesa originale, sulle cui rovine sorse l'edificio seicentesco. La leggenda vuole che l'immagine sia stata rinvenuta in una cassa che navigava nelle acque del mare e ritrovata sulle spiagge di Santa Caterina di Pittinuri.

La storia di Cuglieri fu sempre singolarmente caratterizzata dalla fondazione di imponenti edifici religiosi, oltre alla Basilica, al Convento dei Servi di Maria fondato dalla Venerata Lucia Zatrillas, del Convento dei Cappuccini con i miracoli del Beato Fra Paolo Perria e della caratteristica "tredicina di Sant'Antonio", la chiesa del Carmelo e la sua particolarissima Novena con le antiche "Litanie Carmelitane", si può ancora ricordare il Pontificio Seminario Regionale fondato nel 1927. Affidata da Pio XI ai Gesuiti, questa importante istituzione ecclesiastica prosperò fino alla chiusura, decisa nel 1970. Ora l'edificio è passato di proprietà dalla Regione Sarda al Comune di Cuglieri.

 

Festività e appuntamenti:

Il calendario delle feste ha nella Settimana Santa e nelle giornate d'agosto dedicate alla Madonna della Neve gli appuntamenti più attesi. I riti della Settimana Santa sono caratterizzati dalla partecipazione dei vari cori a Cuncordu che con gli antichi canti sacri, eseguiti in maniera solenne, rendono suggestive le cerimonie rievocanti le vicende dell' Ultima Cena il Giovedì Santo e la crocifissione di Gesù il Venerdì ( "s' Incravamentu" della Mattina e "s'Iscravamentu" della Sera). Altrettanto suggestive "Sas Chilcas" sia del Giovedi che del Sabato Santo dove l'Addolorata e le pie donne vanno a cercare il corpo di Gesù nei Sepolcri allestiti nelle varie Chiese del paese. In un'atmosfera più gioiosa si svolgono i festeggiamenti per la Madonna della Neve il 5 agosto, nei quali alle manifestazioni religiose s'accompagnano spettacoli folcloristici e musicali. Altre occasioni di festeggiare vengono offerte dalla Madonna delle Grazie l'8 settembre, Sant' Imbenia il 29 e 30 aprile, San Lorenzo il 10 agosto e San Giovanni il 24 giugno. A quest'ultima giornata è legato il particolare rito de "s'abba muda". L'usanza vuole che le persone si rechino all'antica fontana di Tiu Memmere, dove ci si lava, si beve e si torna a casa senza infrangere il silenzio. Nel portarsi alla fontana la gente cammina ai bordi della strada, perché quella sera il centro è riservato ai morti. Altro esempio di usanza magico-religiosa si può trovare nel pane di San Filippo. Per il giorno della festa alcuni componenti del Priorato preparano e distribuiscono dei piccoli dischi di pane azimo con impressa l'immagine del santo e decorata con zafferano sciolto in acqua bollente per simboleggiare il sangue; i dischi di pane, così si tramanda, messi alle finestre fungevano da parafulmini durante i temporali.

La seconda domenica di maggio si celebra Santa Caterina. La domenica mattina l'effigie della santa è posta su un carro che, scortato da cavalieri, viene portato alla borgata marina di Santa Caterina di Pittinuri. Il giorno dopo viene fatto il percorso inverso e il simulacro della Santa è riaccompagnato a Cuglieri. 

 

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