SOS CANTORES CUGLIERI coro a Cuncordu
SOS CANTORES CUGLIERIcoro a Cuncordu

Il Canto "A Cuncordu"

La musica tradizionale sarda è in assoluto una delle più ricche ed antiche del Mediterraneo e si manifesta in canti polivocali o monodici e nell'uso di strumenti alcuni dei quali tipici dell'isola. Il canto in particolare è espresso in diverse forme: i tenores, prettamente barbaricini, le cui origini sono antichissime; il canto a chitarra, un canto monodico diffuso in tutta l'Isola ma più profondamente radicato nell'area nord, in particolare Logudoro e Gallura, eseguito con l'accompagnamento dell’omonimo strumento introdotto in Sardegna dagli spagnoli, e già presente a partire dalla fine del XVI secolo; il canto "a poesia", così  denominato per la forma metrica in cui viene redatto o recitato, a rispettare la quale è organizzato in strofe di un numero predefinito di versi di un predefinito metro, tipicamente ottave in endecasillabi.  Infine il canto a cuncordu.  Il genere canoro a cuncordu, presente in parecchie zone della Sardegna nord-occidentale, quindi nel Montiferru, è derivante dallo stesso ceppo da cui è evoluto il canto a tenores, ma si differenzia da quest'ultimo forse per aver risentito dell'insediamento e della presenza delle istituzioni religiose (attestate peraltro sin dall’undicesimo secolo) e subìto la fortissima influenza dei canti sacri polivocali ad esse relativi. Questi fattori hanno fatto si che codesta tipologia canora si ancorasse saldamente in quelle località, come Cuglieri, nelle quali le istituzioni religiose erano meglio radicate, e sono quelli che ancora oggi vediamo, o meglio sentiamo, nelle processioni della Settimana Santa e in altre particolari funzioni e ricorrenze religiose. Il peso autorevole degli organismi ecclesiastici ha fatto si che anche il primigenio canto assumesse, in queste zone,  forme di canto gregoriano sui timbri del canto a tenores, a dar luogo all'altro ramo del canto a cuncordu: quello dei canti profani, il cui stile testimonia l'innesto dello stile polifonico popolare in moduli musicali di estrazione colta o liturgica, specie gregoriana e bizantina.  Ed è proprio in queste scuole ecclesiastiche dove gli studenti frequentatori, provenienti dal popolo e portatori quindi delle espressioni culturali e musicali della tradizione, che si determinò l'assunzione  delle nuove forme di canto. Le denominazioni dei canti del repertorio di questi comuni confermano l'ipotesi fin qui esposta: prima fra tutte la forma detta Istudiantina  a testimoniare una stilistica esclusiva di quegli studenti, quindi la Procalzina per rappresentare il modus dei porcari e la Pastorella o Pastorina per affermare la presenza di una forma espressiva dei pastori.  
Stampa Stampa | Mappa del sito
© mc87 Cuglieri 2017