SOS CANTORES CUGLIERI coro a Cuncordu
SOS CANTORES CUGLIERIcoro a Cuncordu

Modalità di canto

Particolare di elevata importanza che differenzia i cantores di Cuglieri da quelli degli altri centri dell'isola, è la disposizione di questi nell'atto del cantare e la modalità di esecuzione nelle processioni religiose. Al di fuori della scena processionale, come tutti gli altri cori a cuncordu, i cantori si  dispongono secondo quest'ordine: Bassu, Oghe, Contra , Mesu oghe, a formare un cerchio di modo che , per l'appunto, "sa Oghe" sia di fronte a "su Mesu oghe", e "su Bassu" a "sa Contra".  Ma è necessario far presente che anche durante le processioni appartenenti ai riti della Settimana Santa possono esservi dei momenti in cui i cantori si dispongono secondo la modalità sopra descritta, ma si tratta di quegli attimi di pausa di tutta la processione, dovuti magari all'interscambio di due confratelli sotto la Statua.
Sono attimi di cui i cantori immediatamente approfittano per chiudersi e guardarsi negli occhi, e trasmettersi parole, commenti, compiacimenti, sensazioni. Oppure al termine momentaneo della processione, all'interno delle chiese, i cantori si chiudono in cerchio ai piedi dell'Addolorata o del feretro del Cristo. Ma la differenza fondamentale sta nella disposizione durante la processione vera e propria, poiché l'esecuzione avviene camminando: il coro segue la statua subito dopo il Sacerdote, intonando le note dello Stabat Mater dietro l'Addolorata e del Miserere dietro il Cristo morto. In questo modo ci si può spiegare la lunga durata e la particolare sillabazione di ogni strofa, costruita, per l'appunto, sulla necessità di una determinata  respirazione,  assolutamente non trascurabile per ovvie ragioni meliche.  E' questa, infatti, uno dei fattori più importanti allo scopo di tenere la tonalità dell'intera strofa identica a quella presa inizialmente, ritenuta idonea dal coro allo scopo di evitare sia una caduta di tono, che arrecherebbe non poca sofferenza al basso, e sia, al contrario, un'impennata progressiva che nei punti alti costringerebbe il contralto alla pausa. C'è da sottolineare il fatto che la tendenza alla differenziazione del canto sacro -il canto di maggiore importanza- dal canto profano, tradizionale, più rustico,  dettata dall' autorità ecclesiastica,ha portato ad una forzatura delle stesse denominazioni delle voci, trasformandole in : Bassu, Tenore falzu, Tenore e Contraltu. E' d'obbligo però specificare il fatto che l'aggettivo "falzu", sta ad indicare una particolare caratteristica della voce baritonale, quella che la vede intervenire in maniera intermittente nell'accordo delle voci. Non essendo una voce periferica, come basso e contralto, si potrebbe intuire che un'assenza di questa dall'accordo possa determinare un vuoto, all'interno dell'accordo, presumibilmente non piacevole. Invece ciò non accade grazie al ruolo della voce tenorile, poiché, premettendo innanzi tutto che ogni strofa dello Stabat Mater e del Miserere inizia a tre voci (basso, tenore e contralto), è il tenore che, al momento opportuno, da al baritono l'invito salendo leggermente e permettendo il perfetto inserimento di questo a completare l'accordo.
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